Sveva Casati Modignani e la Rossumata

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sveva casati modignani riceve il premio Douja d'Or 2101 dal presidente della Camera di Commercio di Asti Mario Sacco

Sveva Casati Modignani, “la signora italiana del best seller”, ha ricevuto martedì 11 settembre 2012 ad Asti, il Premio Douja d’Or per il suo ultimo libro “Il Diavolo e la rossumata”. Ospite della 46^ Douja d’Or (grande festa del vino italiano in corso ad Asti fino al 16 settembre) sollecitata dalla giornalista Roberta Favrin, la scrittrice milanese ha raccontato la genesi del suo primo racconto autobiografico, che prende l’avvio nella Milano del 1943.

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La storia della famiglia di Sveva Casati Modignani (al secolo Bice Cairati) diventa lo spunto per raccontare l’evoluzione della società italiana ed anche la storia della cucina e del vino italiano, con tanto di ricette in appendice. A dare il benvenuto alla scrittrice, insieme al presidente della Camera di Commercio di Asti Mario Sacco, c’erano oltre 200 fans. L’attrice Chiara Buratti ha accompagnato la presentazione con la lettura di alcuni brani da “Il Diavolo e la rossumata”, appena pubblicato da Mondadori Electa. L’incontro si è concluso con la degustazione della “rossumata”, goloso zabaione e “merenda consolatoria” che la nonna di Bice Cairati preparava con la Barbera d’Asti di Cascina Castlèt, l’azienda agricola di Costigliole d’Asti, che ora sotto la guida di Mariuccia Borio, continua a fare dell’ottimo vino.

 

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Ingredienti
(per 1 persona)

1 uovo
1 cucchiaio di zucchero
1/2 bicchiere di Barbera d’Asti Cascina Castlèt
sale

Preparazione

Separate il tuorlo dall’albume e tenete quest’ultimo da parte in una piccola terrina. In una tazzina piuttosto larga sbattete il tuorlo con lo zucchero, finché otterrete una crema gonfia e morbida. Quindi montate a neve ferma l’albume con un pizzico di sale, incorporatelo con delicatezza al tuorlo e quando il tutto sarà ben amalgamato aggiungete il vino, mescolando piano. Potete accompagnare con pezzetti di pane secco, da intingere nella crema.

“Da bambina avevo imparato a fare questa crema corroborante,
che mi piaceva tanto. Ora non la preparo più da anni.”

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