Andrea Vitali alla Douja d’Or 2013

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Venerdì 13 settembre 2013 alle ore 21.30 nell’Area Spettacoli del Palazzo dell’Enofila, lo scrittore Andrea Vitali presenterà il suo libro Le Tre Minestre, un racconto che rievoca, tra nostalgia e ironia, i profumi e i sapori della nostra infanzia. Condurrà Roberta Favrin, con letture di Chiara Buratti, in collaborazione con Mondadori Electa. Dopo venti romanzi, e tre milioni di copie vendute, finalmente il primo racconto autobiografico di Andrea Vitali. Un racconto che rievoca, tra nostalgia e ironia, i profumi e i sapori della nostra infanzia.

A Bellano, un piccolo paese situato sulla sponda orientale del lago di Como, agli albori degli anni 60’, imperava, solido e maestoso, il “Regno delle Tre Minestre”. Le tre minestre, altro non erano che le tre zie del piccolo Andrea Vitali, donne semplici dotate di una tempra straordinaria e di una spiccata apertura verso il mondo e i suoi mutamenti. Rimaste sole, a causa di morti e matrimoni altrui, decisero di darsi compiti ben precisi per “amministrare” al meglio il proprio Regno, permettendo al piccolo Andrea di vivere spensierato in un universo rurale, carico però di valori famigliari, di viva saggezza popolare e affettuosa frugalità. La zia Colomba curava la Stalla, e per questo era stata innalzata a ministro dell’Agricoltura, la zia Cristina si occupava delle faccende domestiche e per questo a lei spettava il ministero dell’Interno, la terza, Paolina, era la più colta, aveva una piccola filodrammatica, e dunque non poteva che occuparsi dgli Esteri.

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“Non importa se sulla tavola della cucina delle Tre Minestre c’erano piatti sbrecciati, posate spaiate… Non importa se a volte ci si asciugava la bocca utilizzando l’avambraccio e nemmeno importa se spesso mancava la tovaglia e si mangiava sulla cerata. Gli orari di rientro non erano uguali per tutti, ma ci si aspettava per quel comune sentire che dava il senso di appartenere a una famiglia. Una cosa non è mai mancata, il sale. Non certo quello minerale, utile a condurre qualunque cibo, ma il sale del sacrificio, della fatica, il sale del sudore grazie al quale anche le Tre Minestre mi hanno spianato la strada, consentendomi di divenire quello che sono.”

Il cibo “di una volta” e i ricordi d’infanzia continuano ad essere il filo conduttore di questo nuovo racconto della collana Madeleines, inaugurata nel 2012 da Sveva Casati Modignani con suo Il Diavolo e la Rossumata. Un tuffo nella memoria accompagnato dai piatti tipici del lago, tutti preparati solo con ingredienti genuini o con gli ”avanzi” del giorno prima, quelli che non si buttano mai via. Pagina dopo pagina Andrea Vitali descrive un mondo forse perduto in cui il cibo aveva valore taumaturgico e curativo, in cui i proverbi regolavano il vivere quotidiano e i santi e il diavolo erano sempre in agguato pronti a premiare o fare pagare qualche penitenza. In perfetto stile Madeleines, un ricettario, arricchito da commenti personali chiude il racconto, lasciandoci il sapore di un mondo lontano di cui stiamo cercando di recuperare la memoria.

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