Mostra La Rinascita a Palazzo Mazzetti

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Il racconto dell’Italia che ce l’ha fatta ad uscire dalla crisi del Dopoguerra, un racconto tra opere d’arte, abiti d’alta moda, tecnologie, architetture, cinema, letteratura, televisione e design che sono nati e si sono affermati nel mondo tra il 1945 e il 1970, affiancati dalle interpretazioni dei dati statistici Istat. Il Comitato Scientifico, coordinato da Davide Rampello, ha affrontato in maniera trasversale tutte le discipline e le aree di progetto che sono state protagoniste di questa rivoluzione, generando prodotti culturali, industriali e seriali, ma anche grandi progetti infrastrutturali, tuttora al centro del racconto della nostra nazione. Un’esposizione che si snoda lungo tre palazzi storici del centro di Asti, eccezionalmente aperti e visitabili in un unico percorso urbano.

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L’esposizione ha quattro linguaggi espositivi precisi, distinti e dialoganti tra loro: la Galleria d’opere d’arte distinte per quadri sinottici a Palazzo Mazzetti; il focus dedicato alla Comunicazione di Massa e all’Editoria nell’ala est di Palazzo Alfieri; la galleria degli arazzi storici di Scassa negli alloggi della Casa natale di Vittorio Alfieri; e le installazioni sulla Rinascita ad Asti a Palazzo Ottolenghi con le parole di Paolo Conte.

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Palazzo Mazzetti è uno dei più importanti edifici storici della città, sede del museo e pinacoteca civica. Il Palazzo ospita in circa 1.000 metri quadrati oltre 500 opere che raccontano la storia dell’affermarsi dell’arte, del design, della moda e dello stile italiano, da allora vero e proprio status globale. L’allestimento segue la struttura sinottica del percorso e come un viaggio nel tempo scandito per lustri, il pubblico potrà trovare in ogni sala opere d’arte, oggetti di design, stampe fotografiche dell’Archivio Touring Club Italiano, prodotti industriali, tavole di progetto, affiches di grandi pubblicitari, brevetti, riviste e opere letterari, capi d’alta moda e accessori, ma anche giocattoli, macchine del caffè, interruttori, pompe di benzina, automobili. Gli elementi sono inseriti all’interno di un allestimento modulare dove a teche di cristallo e pedane per gli oggetti voluminosi, si alternano pannelli che garantiscono un’affascinante visione d’insieme della produzione culturale del periodo, ma allo stesso tempo sono strumento didattico per il racconto delle mille storie dell’Italia che ce l’ha fatta.

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La fascia superiore che corre sopra le opere è uno strumento didattico per raccontare attraverso i preziosi dati dell’ISTAT quanto è accaduto in termini di produzione culturale, industriale e di abitudini di consumi degli italiani. Dagli aumenti del costo della vita alle principali opere messe in scena nel periodo. A introdurre poi ogni quinquennio un regesto che descrive il contesto globale e i principali eventi storici accaduti nel lustro. Il confronto con gli eventi e la descrizione delle statistiche rende ancora più sbalorditivo il risultato raggiunto dalla produzione italiana in un con testo ancora fortemente compromesso dalla guerra e permette di comprendere quale sia il contesto in cui sono stati generati prodotti culturali e industriali unici nel panorama globale.

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La Casa Natale di Vittorio Alfieri, edificio simbolo dell’identità astigiana, chiusa per anni riapre come nuova sede espositiva, ospitando i focus sul diffondersi della comunicazione di massa, della televisione nelle abitazioni e della radio. Il Salone d’ingresso al piano nobile è la prima sala ad accogliere il pubblico, dove il mezzo del Cinema introduce al racconto dell’evoluzione dell’Italia dal 1945 al 1970. In particolare sono stati selezionati spezzoni di capolavori cinematografici italiani di quel periodo, che raccontano l’evoluzione del paesaggio urbano, agrario, dei costumi, del trasporto, dei consumi e della quotidianità delle famiglie italiane. Le due sale successive sono dedicate alla letteratura e alla cronaca e all’attualità. Raccontano i grandi eventi della cronaca, della storia e della politica attraverso i più importanti titoli e articoli dei quotidiani e periodici dell’epoca. Lo spazio letteratura rappresenta l’occasione per celebrare le opere e gli autori della letteratura e della poesia del periodo. Da Montale, Moravia, Pasolini, Calvino, Buzzati, fino a Testori, Pavese, Morante. Per ciascuno di loro foto, stampe grafiche degli incipit delle loro opere e delle edizioni originali dei loro scritti.

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Il Grande Salone Alfieriano è dedicato alla televisione e alla pubblicità. Qui viene rappresentato il mezzo che più d’ogni altro ha contribuito con la sua diffusione capillare a mutare la concezione dello spazio pubblico e a costituire la percezione del presente che viviamo oggi, ovvero la televisione. Attraverso una video-installazione di grandi dimensioni, nella sala sono replicati i segnali dei numerosi tubi catodici che in quegli anni hanno raggiunto per la prima volta le abitazioni di tutti i cittadini del mondo, modificandone drasticamente la percezione della realtà. La sala conclusiva del percorso di Comunicazione di massa sarà dedicata alla Radio. Vengono realizzate cinque cabine ciascuna dedicata ad un tema: Grandi eventi sportivi; Conquiste e innovazioni tecnologiche; Politica; Spettacoli; Società. Uno spettatore per volta potrà entrare nelle singole cabine e ascoltare, attraverso l’uso delle cuffie i racconti radiofonici dei momenti più significativi della storia italiana dal 1945 al 1969. Alle pareti i contributi fotografici che raccontano i protagonisti della radio.

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L’Omaggio all’Arazzeria Scassa, a Palazzo Alfieri
Le Camere della Casa Natale del piano nobile del palazzo ospitano eccezionalmente anche quattordici grandi arazzi, prodotti dall’Arazzeria Scassa, nata negli anni sessanta. Ugo Scassa, il fondatore, ha voluto creare arazzi per interpretare l’arte di grandi pittori moderni con la forma di tessitura più antica: quella dell’alto liccio.

Palazzo Ottolenghi. Focus sulla città di Asti attraverso il racconto di Paolo Conte
Tredici installazioni che raccontano la storia di Asti, dal 25 aprile del ‘45 sino al 1968; la storia di una delle tante piccole città di provincia che guardano il mondo cambiare, cercando di ritagliarsi un ruolo in questo cambiamento, durante il ventennio più euforico di tutto il ‘900.

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Ogni installazione è stata ideata per mettere in relazione la realtà della città a quella del resto della nazione e del mondo. Il linguaggio utilizzato nell’esposizione sfrutta soluzioni proprie alla scenografia teatrale e all’arte contemporanea, arricchite da contributi storici. Il visitatore è accolto da un percorso interattivo, multisensoriale, tra videoproiezioni, automazioni musicali e installazioni interattive, attraverso le quali può calarsi nelle atmosfere di quegli anni. L’intento è di raccontare gli umori di un epoca, le energie, i sogni: la febbre del boogie woogie dopo la liberazione, i duri anni della ricostruzione, il jazz suonato nelle cantine, il boom economico, la rivoluzione culturale del ‘68…

Il fil rouge: le parole delle canzoni di Paolo Conte (ogni installazione porta come titolo una frase di una sua canzone) e la magia dei mondi che evocano, usando un linguaggio visivo spesso onirico ed evocativo.

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La Rinascita. Storie dell’Italia che ce l’ha fatta
Palazzo Mazzetti, Palazzo Ottolenghi, Palazzo Alfieri
Corso Vittorio Alfieri, Asti
dal 22 giugno al 3 novembre 2013

Biglietti al costo di 9 euro (intero), 7 euro (ridotto: gruppi, minori 18 e maggiori 65, studenti universitari, titolari di apposite convenzioni). Biglietto ridotto a 7 euro per i visitatori della Douja d’Or che partecipano alla rassegna Piatti d’Autore (va presentata la ricevuta di prenotazione). Il biglietto ha validità 2 giorni e consente l’ingresso a Palazzo Mazzetti e l’accesso gratuito a Palazzo Ottolenghi, Palazzo Alfieri e Cripta di Sant’Anastasio, Museo del Risorgimento.

Informazioni: Tel. 0141/530403
www.astiturismo.itwww.larinascitaasti.it

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