Un cin cin con Giulia Cannada Bartoli

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Vino, comunicazione e un brindisi immancabile: eccoci oggi con Giulia Cannada Bartoli, giornalista Wine & Food, degustatore ufficiale; qui il suo blog, Le Officine Gourmet. Cin cin!

Qual è il consiglio che potresti dare a chi si avvicina per la prima volta al mondo dei vini come degustatore?

Il vino è una bevanda che deve procurare anzitutto piacevolezza, senza affanni da prestazione nel riconoscere le sue caratteristiche, che si acquisiscono con il tempo, la passione (indispensabile), la memoria dei sensi. È importante assaggiare tanti vini, diversi tra loro, da tutte le regioni d’Italia e di tutte le tipologie (fermi, spumanti, passiti, liquorosi, etc) e costruirsi un proprio archivio di degustazione (è consigliabile prendere appunti se si degusta a livello professionale), meglio farlo in gruppo così si facilita il confronto tra persone con esperienze diverse. Non avere fretta, la degustazione non è una scienza esatta. Il vino si fa in vigna, ritengo quindi sempre necessario percorrere l’intero ciclo di produzione visitando tante cantine, per capire cosa c’è dietro una bottiglia di vino e apprezzarne il valore. Vale la pena partecipare anche ai grandi eventi del vino quali le fiere – es. Vinitaly, Merano Wine Festival – o anche a degustazioni locali, serate in locali…

banco degustazioni

Vino e comunicazione: dove le aziende produttrici potrebbero migliorare?

Domanda da un milione di dollari. L’argomento della comunicazione è sempre stato una questione spinosa e per lo più irrisolta per le aziende vinicole, soprattutto per quelle di piccole dimensioni (ciò vale in tutta Italia) e per quelle del sud Italia dove è forte la tendenza a non voler delegare e differenziare i ruoli, in presenza di aziende a carattere familiare. L’avvento dei social network, se da un lato, è stato positivo, ha fatto credere alla aziende che essere su Facebook o altro sia fare comunicazione. In realtà la comunicazione è ben altro: l’imprenditore non può occuparsi in prima persona della comunicazione; la distinzione dei ruoli vale per tutte le dimensioni aziendali.

Oggi non basta più usare i soliti modelli di comunicazione, come quello del comunicato Stampa, pur fondamentale diffuso via web a migliaia di referenti parte del data base personale dell’addetto stampa. Un’azienda a meno che non sia dotata di un ufficio stampa interno, non potrà mai reperire questo patrimonio formato da mail, numeri di telefono, rapporti personali… Il web è oggi uno strumento indispensabile soprattutto per quanto riguarda il Sito aziendale. È necessario che il comunicatore ne veda dettagli, impostazione, e lo confronti con la concorrenza. Infatti bisogna usare internet in modo adeguato per cercare tutte le altre aziende che fanno parte del contesto in cui si opera, magari alla ricerca di spunti, inserendole in un data base. Non sempre l’occhio del titolare è obiettivo rispetto alla propria azienda, uno sguardo dall’esterno, che ha una panoramica ampia della concorrenza è fondamentale. è qui che si mette in gioco la vera abilità dell’ufficio stampa: trovare strategie di visibilità e di promozione a costo zero.

L’attività che si realizza sui social media è solo una piccola parte del mondo della comunicazione, esiste una nuova figura professionale Social Media Marketing Strategist, specializzazione presa da molti addetti stampa, in grado di sfruttare al massimo tutte le interrelazioni tra profili, inserendosi nei gruppi giusti, nei forum di conversazione, nella ricerca dei giusti contatti, oggi tutti sono sui social media, ma bisogna selezionare i soggetti giusti in campo internazionale appartenenti alle varie categorie (giornalisti, degustatori ai quali inviare campioni, importatori, etc) non si tratta semplicemente di pubblicare contenuti sulla pagina aziendale, che verranno letti da un numero limitato di persone; bisogna ampliare (viralizzare) la visibitlià. L’imprenditore non ha e non deve avere tempo per questo; il suo compito è intraprendere, non può passare ore davanti al pc. Deve, invece, girare il mondo per far conoscere il suo vino, dedicarsi alle strategie di vendita e alla produzione.

L’addetto stampa utilizza la scrittura dei canoni moderni e le cinque regole della comunicazione (dove, quando, chi, cosa , perché). Proprio per le intersezioni con il mondo del giornalismo, all’ufficio stampa ideale non si chiede solo di saper reperire e fornire notizie, ma anche di elaborarle nella forma essenziale. Trasferire contenuti ai media, o ai clienti, è un compito importantissimo che richiede dimestichezza tecnica con la lingua italiana e inglese scritta e parlata.

La disciplina organizzativa consiste nel saper portare avanti un ufficio stampa con metodo, soprattutto per quanto riguarda l’impostazione del lavoro La capacità di persuasione è la che permette all’ufficio stampa di parlare con il collega giornalista che si nega a tutti, e che non prende in alcuna considerazione comunicazioni ricevute direttamente dalle aziende, altrimenti dovrebbe pubblicare tutte le news di tutte le aziende del settore. E’ chiaro che ascolterà più volentieri e pubblicherà la notizia del collega che conosce. Nelle strutture piccole si può fare molta strada proprio usando la creatività per fare la differenza. Queste strutture, devono saper sfruttare ogni intervento promozionale che possa aiutarle ad avere visibilità. Compito dell’ufficio stampa individuarle e selezionarle attraverso le proprie conoscenze. Fondamentale lavorare sulla velocità di comunicare per far penetrare il messaggio al momento giusto, senza essere troppo aggressivi o ridondanti.

degusrtaz spumante

Brindiamo insieme: che bottiglia scegliamo?

Quando si parla di brindisi, il pensiero corre immediatamente a un vino spumante o champagne. La scelta del vino è legata al gusto di chi brinda, ma, deve tenere in considerazione anche gli ospiti e l’occasione alla quale si brinda (matrimonio, anniversario, compleanno, festa tra amici, cena informale, etc). Per le occasioni formali penso senz’altro ai nostri spumanti doc docg di alta gamma metodo classico, magari millesimati, per quelle più conviviali, si possono scegliere spumanti di qualità regionali da vitigno autoctono, (esempio, per la Campania l’Asprinio d’Aversa sia MC che Charmat o il Brachetto per il Piemonte, o il Durello dei Monti Lessini, o il famoso Asti, e così via) per il brindisi è importante (come per tutti i vini) la scelta del bicchiere giusto. La classica coppa e la flute sono ormai fuori moda, si tende ad utilizzare il bicchiere da vino bianco importante o la versione moderna della flute.

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