
Asti si accende. Il vino incontra la città.
Dall’11 al 20 settembre 2026 torna la Douja d’Or: dieci giorni per vivere Asti attraverso il vino, i sapori, gli incontri e i luoghi più suggestivi del centro storico.
Un’edizione che invita a scoprire la città passo dopo passo, calice dopo calice: piazze, palazzi, cortili e spazi urbani diventano luoghi di degustazione, convivialità, cultura e racconto.
La Douja d’Or 2026 sarà un’esperienza diffusa, aperta e coinvolgente: un percorso tra vini, atmosfere, appuntamenti e sapori, pensato per chi ama il vino, per chi vuole conoscere meglio il territorio e per chi desidera vivere Asti in modo nuovo.
Asti | 11–20 settembre 2026
Programma in arrivo

Una città, tanti luoghi, un unico racconto.
Non un solo punto di incontro, ma una città intera che si apre al pubblico: piazze animate, palazzi storici, cortili nascosti, percorsi di degustazione e momenti conviviali accompagneranno i visitatori in un viaggio tra vino, cultura e territorio.
Ogni luogo sarà una tappa, ogni luogo sarà parte di un racconto: spazi dedicati alla scoperta dei vini, momenti per l’aperitivo, occasioni di approfondimento pensati per vivere la Douja in modo libero, curioso e personale.
Cosa ti aspetta?
Degustazioni e percorsi di assaggio
Per scoprire vini, territori, denominazioni e storie attraverso il calice.
Esperienze gourmet
Momenti dedicati all’incontro tra vino, cucina e prodotti del territorio.
Aperitivi, musica e convivialità
Spazi informali dove il vino diventa occasione di socialità e condivisione.
Incontri e racconti
Approfondimenti, dialoghi e momenti di scoperta.

Ma la festa non si ferma lì
Negli stessi giorni, un ricco calendario di eventi Douja Off animerà altri luoghi iconici della città, tra degustazioni, incontri e momenti di spettacolo diffusi.
Segna le date in agenda e preparati a vivere Asti e le sue eccellenze.
Vino. Cultura. Esperienze. Incontri.
📌 Save the Date!
Il programma sarà presto disponibile.
Stiamo lavorando a una Douja d’Or 2026 ricca di esperienze, percorsi e appuntamenti diffusi in città.
Per non perdere gli aggiornamenti, continua a seguirci sul sito e sui canali ufficiali della Douja d’Or.
📅 DALL’11 AL 20 SETTEMBRE 2026
L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.