* nella foto in alto: la Dott.sa Roberta Panzeri,
il Presidente della Camera di Commercio di Asti Erminio Renato Goria
e Michele Alessandria, Direttore Generale Onav
Comitato Organizzatore Concorso Enologico Nazionale “Premio Douja D’Or 2015” in riunione con il nuovo Presidente Camera Commercio Asti, Erminio Renato Goria.
Nella mattina di martedì 25 Agosto si sono incontrati in Camera di Piazza Medici in Asti i componenti del Comitato Organizzatore del Concorso enologico che assegna la Douja D’or ai vini che hanno raggiunto l’ambito voto 8,5 (85/100 per gli addetti ai lavori) o addirittura superato con 90/100 una seconda selezione e quindi parliamo di Oscar. Il Concorso rappresenta una significativa tradizione di qualità per il sistema enologico italiano ed il nuovo Presidente della Camera di Commercio di Asti, Erminio Renato Goria, ha così ringraziato i componenti il Comitato diretto dall’Enologo Michele Alessandria dell’ONAV che in varie sedute ha esaminato i campioni anonimi dandone una valutazione visiva, olfattiva e gustativa. La riunione è stata dedicata al prossimo Salone espositivo che si terrà dall’11 al 20 settembre presso l’Enofila di Asti e alla giornata di premiazione dei 549 vini italiani che si terrà Sabato 12 Settembre 2015 al Teatro Alfieri alle ore 10,00.
“È stato un onore conoscere la composizione dei componenti il comitato che ha garantito un percorso lineare, come sempre alla attribuzione della Douja D’or e degli Oscar. Tutt’Italia ha partecipato al nostro concorso con una importante rappresentatività del Piemonte e mi auguro che in futuro si mantenga questa adesione e magari si approfondiscano quelle dinamiche che fanno si che il prodotto made in Italy, made in Piedmont sia sempre sulle tavole dei migliori risoranti del mondo e della tavole delle famiglie che apprezzano i prodotti di qualità. Il Direttore Generale Onav Michele Alessandria è non da oggi una garanzia per il concorso e quindi a Lui il mio sentito grazie.”



L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.