Alla Camera di Commercio di Asti è stato accolto oggi, 16 giugno 2016, il Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana in Argentina, Mr. Pedro Baziuk che ha illustrato le opportunità del paese.
L’opera Salesiana, con Daniel Ormeno di Plaza Argentina, ha curato il meeting per esporre le opportunità per l’Italia sia nel settore enomeccanico che in tanti altri rami produttivi.
“Il mondo cambia e gli italiani nel mondo sono una grande opportunità per tutti voi” ha ricordato Pedro Baziuk ai partecipanti al primo tavolo di lavoro per originare sviluppo in tanti comparti dall’agricolo al metalmeccanico-manifatturiero maanche per l’ambiente ed energie rinnovabili. “Nelle nostre vigne in Argentina non aspettiamo la pioggia ma prendiamo l’acqua dalle nostre montagna quando ci serve.” Ha romanticamente raccontato Baiziuk confessando però che mai è piovuto tanto come quest’anno. Minerali, miniere di talco e quindi grande attesa della tecnologia piemontese per poter sfruttare le risorse naturali. Tante le agevolazioni ed un carico fiscale intorno al 40% può senz’altro favorire una intensificazione degli scambi commerciali. L’Argentina va verso la crscita e necessita di strade e autostrade, ferrovie e tunnel anche se il fattore attraente rimane la terra con le sue estensioni.
“ Se volete impiantare delle vigne pensate a 100 ettari” ha detto Baziuk e Erminio Goria rilancia su diversi fronti collaborativi: “nella città del poeta Vittorio Alfieri, oggi ricordato in Università e di San Giovanni Bosco la volontà di fare il nostro dovere è continuamente stimolata. Siamo pronti a definire linee programmatiche condivise che potremmo già presentare in occasione della prossima Douja D’or.” Nello scambio di omaggi per la visità il presidente Goria ha donato a Pedro Baziuk un raro francobollo con il mezzo busto di Vittorio Alfieri oltre ai vini tipici premiati Oscar Douja.

L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.