Nell’ambito delle iniziative legate alla Douja d’Or, si è tenuto questa mattina presso il Polo Universitario Asti Studi Superiori di piazza De André, l’Open Day dell’Accademia di Belle Arti di Cuneo, che a partire dall’anno accademico 2017 – 2018 attiverà i propri corsi in terra astigiana.
Un polo universitario internazionale di progettazione artistica che arricchirà ulteriormente l’offerta formativa attuale di Uni- Astiss, come sottolineato dal Presidente del Consorzio di gestione Michele Maggiora: “Ci siamo sempre mossi nell’ottica di avvicinare l’attività universitaria al territorio. Con l’accordo stretto con l’Accademia di Belle Arti verrà offerta un’ulteriore opportunità per i nostri giovani di formarsi in un nuovo settore”. A Maggiora ha fatto eco il sindaco di Asti Maurizio Rasero: ”Come amministrazione comunale riteniamo che l’università abbia un ruolo fondamentale per lo sviluppo della nostra città. Con l’arrivo dell’Accademia di Belle Arti diversificheremo ulteriormente l’offerta formativa universitaria dando la possibilità agli studenti delle scuole superiori di proseguire gli studi ad Asti”.
Importante il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, rappresentata dal Presidente Mario Sacco: “Vedo nel Polo universitario una grande apertura verso il territorio ed allo stesso tempo un’offerta di alta qualità formativa per i nostri giovani. Per questo motivo la Fondazione Cassa di Risparmio continuerà a sostenere le iniziative di formazione universitarie di alta qualità come queste”.
A portare il saluto del Presidente della Camera di Commercio di Asti Renato Erminio Goria è stata il segretario generale Roberta Panzeri: “Nell’ambito della Douja d’Or abbiamo ritenuto di presentare anche l’eccellenza delle arti. La Camera di Commercio crede moltissimo nella formazione e qualificazione dei giovani, attraverso uno stretto collegamento del mondo della scuola con quello del lavoro”.
A presentare i corsi che verranno attivati ad Asti è stata la Presidente dell’Accademia Annamaria Orzi: “La nostra Accademia ha un respiro internazionale, tenuto conto dei molti rapporti che abbiamo intessuto nel corso degli anni. Abbiamo messo in campo anche una serie d’importanti collaborazioni con grandi aziende quali l’Alstom che opera in ambito ferroviario e l’Aeroporto di Levaldigi di cui cureremo la realizzazione delle nuove divise. Abbiamo contatti con importanti case di moda come ad esempio Dolce & Gabbana, visto il nostro impegno nel campo della ricerca nel settore del tessile”.
L’Accademia di Belle Arti coniuga la formazione teorica, con la preparazione tecnica e l’aggiornamento tecnologico attraverso due distinti livelli di laurea. La laurea di primo livello, della durata di 3 anni, dà la possibilità di scegliere da subito la propria vocazione tra gli indirizzi, arti multimediali, arti visive (pittura), design, fashion design e grafica. Gli studenti acquisiscono nel corso del triennio tutte le competenze necessarie per operare in questi campi. Invece, la laurea magistrale di secondo livello, di durata biennale, consente di approfondire quanto acquisito nel precedente triennio. Al conseguimento della laurea magistrale è possibile entrare con un completo bagaglio di conoscenze nel mondo del lavoro oppure intraprendere la carriera dell’insegnamento. Gli sbocchi lavorativi sono vari a seconda dell’indirizzo scelto. Si va dal variegato mondo del design e della pubblicità per arrivare a nuove professioni emergenti quali il fashion stylist, il fotografo di moda, il copywriter e l’art director, per giungere alle professioni già affermate del regista e dell’esperto in elaborazione di immagini pittorico – disegnative nell’ambito di produzioni editoriali, eventi culturali, spettacoli e pubblicità.
Oltre alla sede cuneese, l’Accademia di Bella Arti dispone di sedi a Milano, Alba e Mondovì ed uffici di rappresentanza nel Principato di Monaco e nel capoluogo milanese.
L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.