La manifestazione si presenta al pubblico con un’edizione 2018 caratterizzata dalla scelta logistica di variarne la disposizione e la fruizione all’interno del tessuto urbano, con la realizzazione di una vera e propria Città della Douja in grado di accogliere i visitatori in tutto il centro storico di Asti.
Nuova e ampliata sia per la proposta che per la dimensione degli spazi espositivi, la location di Piemonte Land, che presenterà in degustazione i vini dei Consorzi di Tutela piemontesi in Piazza San Secondo.
Graditissimo ospite per il quarto anno consecutivo sarà nuovamente la Rassegna dei Vermouth e dei vini aromatizzati a cura dell’Unione Industriali di Asti, che ha riscosso notevole successo tra gli appassionati, con un ricco programma di degustazioni a Palazzo Ottolenghi.
Sempre a Palazzo Ottolenghi, la grande novità di Grappe in Douja, la degustazione delle grappe vincitrici del 35° Concorso Alambicco d’Oro a cura di Anag – Assaggiatori Grappa e Acquaviti , e delle migliori produzioni piemontesi selezionate dal Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo.
Il Salone nazionale inaugura al pubblico venerdì 7 settembre alle 19 in Piazza Roma, sede principale della manifestazione, che ospiterà il grande banco degustazione dei 283 vini premiati al Concorso “ Douja d’Or ”, mentre la vendita sarà proposta presso l’enoteca allestita a Palazzo Ottolenghi.
Piazza Roma vedrà anche la presenza di Asti fa goal, il mercato dedicato alle eccellenze agroalimentari del territorio.
A Palazzo Alfieri si svolgerà per la prima volta la Douja del Monferrato, all’interno della quale le eccellenze vitivinicole del Monferrato verranno proposte in accompagnamento a degustazioni di prodotti tipici locali, in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e l’AFP Colline Astigiane.
Tutte le sere Palazzo Ottolenghi si animerà inoltre con le degustazioni e gli eventi a cura dell’Onav, dei Consorzi dell’Asti Docg, del Brachetto d’Acqui Docg e dell’Anag.
A illustrare la qualità del 46° Concorso Enologico Nazionale Douja d’Or il nuovo Direttore generale ONAV Francesco Iacono “un concorso che ogni anno conferma l’altissimo livello qualitativo dei vini presentati, che in questa edizione sono stati 864 provenienti da tutte le regioni italiane. Come sempre rigorosa la selezione effettuata, con 283 vini premiati di cui 36 insigniti dell’Oscar Douja d’Or, a sostegno della bontà del lavoro delle nostre commissioni”. Iacono ha poi messo in evidenza ” l’ottima reputazione di cui la nostra associazione gode nei confronti dei produttori e degli appassionati, contribuendo così alla crescita qualitativa del concorso e dell’intera manifestazione. L’occasione per festeggiare insieme il risultato sarà l’attesa cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso, sabato 8 settembre alla 10 presso il Teatro Alfieri”.
Del grande sforzo organizzativo generale gestito dall’Azienda Speciale della Camera di Commercio ha poi parlato Roberta Panzeri, Segretario generale della Camera di Commercio, che ha illustrato anche l’impegno delle Camere Piemontesi con le serate di degustazione previste a Palazzo Ottolenghi: “5 appuntamenti da lunedì 10 a venerdì 14 settembre, che vedranno alternarsi Torino, Novara e Verbano Cusio Ossola, Biella e Vercelli, Alessandria e Cuneo nella presentazione di vini e prodotti tipici del territorio”.
Un impegno supportato nuovamente anche dall‘Unione Industriale della provincia di Asti, come affermato dal Direttore Maurizio Spandonaro “con l’organizzazione della Rassegna dei Vermouth e dei vini aromatizzati, ospitata in un ampio e rinnovato spazio a Palazzo Ottolenghi “.
Mary Gioda Presidente ANAG Piemonte ha ricordato le celebrazioni per il 40° compleanno dell’associazione e la cerimonia di premiazione del Concorso 35° Alambicco d’Oro, oltre a descrivere la novità rappresentata da Grappa in Douja “uno spazio interamente dedicato alla grappa di qualità, che sarà l’occasione per divulgare la conoscenza di questo prodotto straordinario per la nostra cultura ed economia. L’ANAG invita i produttori al costante miglioramento dei propri distillati ottenuti secondo gli usi locali e le tradizioni e a questo sarà dedicato anche il Convegno “ANAG 40 anni insieme. Quante cose sono cambiate: dalla tradizione alla miscelazione”.
Ricordata anche la presentazione del libro La grappa nello shaker di Fulvio Piccinino e Bruno Penna.
L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.