La storia della Douja d’Or

La storia della Douja D’Or

Nel dialetto piemontese la “Douja” (si pronuncia dùia) è l’antico recipiente di terracotta utilizzato per travasare, conservare e servire il vino. La maschera piemontese Gianduja, Gian d’la Douja, la usa sempre per le sue allegre bevute in compagnia.

Ad Asti la “Douja d’Or” è da sempre sinonimo di festa del vino. Una manifestazione, ideata nel 1967 dall’allora presidente della Camera di commercio Giovanni Borello, che è cresciuta nel tempo fino a diventare una delle più prestigiose fiere-mercato del vino italiano. La manifestazione si è sempre pregiata di ospitare un ricco programma di eventi culturali ispirati al mondo del vino – arte, musica, teatro e letteratura – con importanti ospiti di richiamo nazionale.

Fino al 2019 la Camera di commercio di Asti ha bandito di anno in anno il Concorso Enologico Nazionale “Premio Douja d’Or” che dava la possibilità di partecipare ai vini IGP, DOC e DOCG di tutta Italia (scoprite qui qualche foto della Douja d’Or 2019). La Douja d’Or 2020 non ha tuttavia potuto ospitare il concorso enologico a causa dell’emergenza sanitaria, decidendo però di rendere il festival del vino di Asti più attuale e al contempo inviare un segnale di resilienza. Grazie alla promozione della Camera di Commercio di Asti, la Fondazione Asti Musei, il Consorzio Piemonte Land of Perfection, con il patrocinio della Regione Piemonte, la Provincia di Asti, il Comune di Asti, il contributo della Banca di Asti, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, il Consorzio dell’Asti DOCG, e la partecipazione dell’Ente turismo Langhe Monferrato Roero, l’Unione Industriale della Provincia di Asti, AIS Piemonte, Fondazione Italiana Sommelier, Associazioni di categoria, nel 2020 la Douja d’Or va in scena con una veste nuova.

Scopri tutti i vini premiati alla Douja d’Or 2019.