📍Palazzo Alfieri – Degustazioni di Vini del Monferrato – A cura del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti
Una degustazione dedicata ai vini del Monferrato, espressione di un territorio ricco di storia, tradizioni e grande varietà enologica.
Un percorso tra etichette e denominazioni diverse, guidato alla scoperta dei profumi, dei sapori e delle caratteristiche che raccontano le colline del Monferrato e la loro vocazione vitivinicola.
Dai rossi più strutturati e identitari alle espressioni più fresche e immediate, ogni calice diventa l’occasione per conoscere più da vicino un patrimonio fatto di vitigni, territori e saperi tramandati nel tempo.
Le degustazioni sono curate dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, in collaborazione con la Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti, per accompagnare il pubblico in un’esperienza di scoperta e approfondimento delle eccellenze enologiche del territorio.
Quando:
Venerdì 11 settembre: 17:30 – 01:00
Sabato 12 settembre: 11:00 – 01:00
Domenica 13 settembre: 11:00 – 24:00
Lunedì 14 settembre: 17:30 – 23:30
Martedì 15 settembre: 17:30 – 23:30
Mercoledì 16 settembre: 17:30 – 23:30
Giovedì 17 settembre: 17:30 – 23:30
Venerdì 18 settembre: 17:30 – 23:30
Sabato 19 settembre: 17:30 – 23:30
Domenica 20 settembre: 11:00 – 21:00
MENÙ SCUOLA AFP – POSTAZIONE ESTERNA CORTILE 1
Panino gourmet “Settembre d’oro”: 8 EURO
Blu di capra
Buns di pane
Fassona Piemontese
Maionese alla nocciola
Cipolla caramellata
Noccioline zuccherate 5 EURO
MENÙ SCUOLA AFP – RISTORANTINO INTERNO CORTILE 2
Battuta di Fassona Piemontese con insalata misticanza, cialda croccante alla nocciola e salsa aioli 7 EURO
Salumi misti con pane bruscato e Roccaverano DOP con miele 7 EURO
Involtino di peperone arrosto farcito alla moda del Tanaro 6 EURO
Terrina di bollito con bagnetto rosso della tradizione 6 EURO
Antica tartra’ della tradizione con fonduta al Raschera e funghi trifolati 7 EURO
Terrina di verdure con crema al basilico fresco e vellutata di pomodoro arrostito 6 EURO
Agnolotti dal Plin con burro alle erbe 8 EURO
Spaghettone monograno Felicetti al burro nocciola e acciuga, briciole di pane e crema di peperone 8 EURO
2 dolci:
Mattone astigiano con crema al Moscato d’Asti 6 EURO
Dolce Alfieri (Lingotto al cioccolato fondente profumato al rhum, glassa Rocher e crumble al bacio di dama) 6 EURO
L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.