Degustazioni itineranti in Asti
Sabato 18 e domenica 19 settembre | Asti
Asti si trasforma in un grande quartiere gastronomico a cielo aperto con Wine Street Tasting, l’appuntamento che porta cibo, vino e convivialità tra le vie e le piazze del centro storico.
Un percorso itinerante che invita a scoprire la città in modo diverso, spostandosi da un locale all’altro e scegliendo tra numerose proposte gastronomiche: antipasti, primi, secondi, formaggi, piatti vegetariani e dolci, accompagnati naturalmente dai vini.
Ristoranti, osterie, enoteche e altre realtà della ristorazione cittadina partecipano all’iniziativa con piatti pensati appositamente per l’evento, dando vita a una grande esperienza diffusa dedicata al piacere della tavola.
Un itinerario tra sapori e centro storico
Wine Street Tasting è anche un modo per vivere Asti e il suo centro storico, lasciandosi guidare dalle proposte dei locali aderenti e costruendo liberamente il proprio itinerario gastronomico.
La cucina piemontese e astigiana incontra interpretazioni più contemporanee e sapori provenienti da altre tradizioni, in un’offerta ampia e variegata che nell’edizione 2026 coinvolge 42 punti di ristorazione distribuiti in città.
Ogni tappa diventa così un’occasione per assaggiare qualcosa di nuovo, incontrarsi e vivere le strade di Asti in un’atmosfera informale e conviviale.
Wine Street Tasting e Douja d’Or
Durante i giorni della Douja d’Or, Wine Street Tasting arricchisce le occasioni per scoprire Asti attraverso il vino e la gastronomia.
Dopo una degustazione, un incontro o uno degli appuntamenti della Douja, il percorso può continuare tra i locali del centro, trasformando la visita in un’esperienza che unisce vino, cucina, cultura e scoperta della città.
Un invito a vivere Asti senza fretta, passando da un calice a un piatto e da una piazza all’altra, nel cuore del Settembre Astigiano.
Quando: terzo fine settimana di settembre
Dove: centro storico di Asti
Per conoscere locali aderenti, piatti, vini, mappa e tutte le informazioni aggiornate, consulta il sito ufficiale di Wine Street Tasting.
L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.