Tradizione, sapori e cultura contadina nel cuore di Asti
Sabato 12 e domenica 13 settembre | Asti
Il 12 e 13 settembre Asti celebra uno degli appuntamenti più attesi del Settembre Astigiano: il Festival delle Sagre Astigiane, grande festa della tradizione enogastronomica e rurale del territorio.
Insieme alla Douja d’Or e al Palio di Asti, il Festival contribuisce a trasformare settembre in un mese interamente dedicato alla storia, ai sapori e alla cultura astigiana.
Per l’occasione, Piazza Campo del Palio diventa un grande villaggio enogastronomico a cielo aperto. Le Pro Loco del territorio portano in città ricette della tradizione, piatti tramandati di generazione in generazione e specialità preparate con i prodotti locali, offrendo al pubblico un viaggio attraverso la cucina e l’identità delle colline astigiane.
A tavola non possono mancare i vini del territorio: DOC e DOCG accompagnano le proposte gastronomiche e raccontano, calice dopo calice, la grande vocazione vitivinicola dell’Astigiano e del Monferrato.
La grande sfilata contadina
Uno dei momenti più suggestivi del Festival è la sfilata della domenica mattina, quando le vie del centro storico di Asti si animano con migliaia di figuranti in abiti d’epoca.
Carri, attrezzi originali, antichi mestieri e scene di vita quotidiana rievocano il mondo delle campagne piemontesi di un tempo: il lavoro nei campi e la vendemmia, le feste di paese, le botteghe, la scuola, i matrimoni e i momenti della vita familiare.
Una grande rappresentazione collettiva che trasforma il centro di Asti in un vero e proprio racconto in movimento della memoria e delle tradizioni del territorio.
Un weekend da vivere insieme alla Douja d’Or
Il Festival delle Sagre è l’occasione ideale per vivere Asti nel pieno dell’atmosfera del Settembre Astigiano e completare l’esperienza della Douja d’Or con un’immersione nella cucina, nel folklore e nelle tradizioni popolari.
Tra degustazioni, piatti tipici, vini del territorio e rievocazioni storiche, la città offre un intero weekend dedicato all’identità e all’ospitalità astigiana.
Quando: secondo fine settimana di settembre
Dove: Piazza Campo del Palio e centro storico di Asti
Per programma, orari, menù delle Pro Loco, percorso della sfilata e tutte le informazioni aggiornate, consulta il sito ufficiale Visit Asti.
Programma:
Scarica il depliant con tutte le informazioni sul Festival delle Sagre
L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.