Un calendario di appuntamenti dedicati all’incontro tra vino biologico, cucina, territori e tradizioni gastronomiche, con cene, degustazioni e momenti di scoperta pensati per raccontare il Piemonte e metterlo in dialogo con altre grandi culture del gusto italiane.
Le esperienze sono curate dall’Associazione Produttori del Vino Biologico Piemonte e coinvolgono produttori, ristoratori, istituti di formazione e realtà del territorio.
Cena della Vendemmia | Il Grande Bollito con i “Magnifici 5” della Grotta, nel ricordo di Carlo Petrini
Venerdì 18 settembre, ore 20.15 | Foro Boario di San Damiano d’Asti
Una serata speciale dedicata ai sapori della tradizione e alla convivialità.
Il menu propone gli antipasti degli Osti Narranti, il grande bollito preparato dai “Magnifici 5” della Grotta e, per concludere, il dessert realizzato dagli studenti dell’Istituto Enogastronomico “Vercelli-Penna” di Asti e San Damiano d’Asti.
Un appuntamento che unisce gastronomia, territorio e solidarietà: il ricavato della serata sarà infatti destinato alla realizzazione di progetti a favore degli studenti dell’Istituto.
Quota di partecipazione: € 50.
Prenotazione obbligatoria entro mercoledì 16 settembre.
Info e prenotazioni: 329 2284049
Cene in cantina – “Unesco Coast to Coast”
Due appuntamenti per mettere in dialogo il territorio astigiano con altre grandi destinazioni italiane riconosciute per il loro patrimonio paesaggistico, enologico e gastronomico.
Le serate sono realizzate in collaborazione con l’Istituto Enogastronomico “Vercelli-Penna”, il Molino Signetti e gli Osti Narranti.
Asti incontra le Cinque Terre
Sabato 12 settembre, ore 20 | Cantina Golden Truffle – Via Cavour 112, Asti
Una cena dedicata all’incontro tra i vini biologici e le specialità delle Cinque Terre e le produzioni bio del territorio astigiano.
La serata propone gli antipasti di Cà Vittoria di Tigliole e La Marlera di Mombaruzzo, accompagnati dalla focaccia ligure preparata dai maestri genovesi, in un percorso gastronomico che unisce Piemonte e Liguria.
Quota di partecipazione: € 40, vini inclusi.
Prenotazione entro le ore 12 del giorno precedente: 329 2284049.
Asti incontra la Costiera Amalfitana
Sabato 19 settembre, ore 20 | Cantina Golden Truffle – Via Cavour 112, Asti
Una serata dedicata ai vini biologici e alle specialità della Costiera Amalfitana, proposti in abbinamento alle produzioni bio astigiane.
Il percorso gastronomico comprende gli antipasti di Violetta di Calamandrana e Mariuccia di Tigliole, accompagnati dalle pizze dei maestri pizzaioli della Costiera Amalfitana.
Un viaggio tra sapori, territori e tradizioni che porta idealmente dalle colline piemontesi al Mediterraneo.
Quota di partecipazione: € 40, vini inclusi.
Prenotazione entro le ore 12 del giorno precedente: 329 2284049.
Completano il programma:
Gite in Ape Calessino tra le vigne bio urbane di Asti, in collaborazione con Tomedo
Enoteca dei Vini Bio, uno spazio dedicato alla scoperta delle produzioni biologiche piemontesi e alla conoscenza delle aziende e dei territori che le rappresentano.
Dove: Tomedo – Corso Alfieri 328, Asti
AntipAsti Festival: nei ristoranti astigiani
Coordinamento del programma: Pier Ottavio Daniele
Info: 329 2284049
L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.