
La biglietteria aprirà al pubblico in data 24 agosto 2012. Le prenotazioni sono a cura di AstiTurismo – A.T.L. presso l’ufficio informazioni turistiche di piazza Alfieri, 34. Gli uffici saranno aperti al pubblico da lunedì a venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00 – Sabato 8 e 15 e domenica 9 settembre: 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00. Domenica 16 settembre apertura solo serale presso l’Enofila). E’ possibile effettuare la prenotazione e il pagamento da questo sito sempre a partire dal 24 agosto (diritto di prevendita € 1,00 e spese per commissioni bancarie di transazione con tariffe applicate dall’operatore utilizzato). Sarà inoltre possibile prenotare telefonicamente al numero 334/7093550 (attivo dalle ore 10.30 alle 12.00 e dalle ore 15.00 alle 18.00). Le prenotazioni saranno ritenute valide se confermate con pagamento entro le 48 ore successive. In caso contrario verranno annullate. Inoltre con oltre 20 minuti di ritardo sul turno prenotato, il tavolo verrà considerato libero. In caso di assenza o rinuncia del tavolo, non è prevista la restituzione della somma pagata.

VENERDI’ 7 SETTEMBRE 2012
LA BRAJA
Cannelloni alla piemontese con bocconcini di vitello e funghi porcini
SABATO 8 SETTEMBRE 2012
LA FIORAIA
Cotechino in veste di coniglio con timballo di polenta e fonduta di raclette
DOMENICA 9 SETTEMBRE 2012
IL BAGATTO
Bocconcini di coniglio disossato e dorato cucinato alla maniera di una volta con cipolline caramellate
LUNEDI’ 10 SETTEMBRE 2012
RISTORANTE VITTORIA
Cappello da prete in lunga cottura, il suo ristretto al vino barbera invecchiata con polenta e peperonata
MARTEDI’ 11 SETTEMBRE 2012
SAN MARCO
Agnolotti dal “plin” alla monferrina con bocconcini di vitella fassona stufati al Barbera d’Asti
MERCOLEDI’ 12 SETTEMBRE 2012
GENER NEUV
Guanciotto di maialino al vino Terre Alfieri Arneis doc con tortino di zucchine trombette e melanzane
GIOVEDI’ 13 SETTEMBRE 2012
IL CASCINALENUOVO
Riso carnaroli al verde con zucchine, pesto da basilico e baccalà mantecato
VENERDI’ 14 SETTEMBRE 2012
LA GROTTA
Filetto di vitella fassona all’alpina con cappella di funghi, tortino di salciccia e ceci con carote
SABATO 15 SETTEMBRE 2012
AMETISTA
Gnocchi di ricotta e noci mantecati alla salvia con rolata di faraona brasata allo zafferano
DOMENICA 16 SETTEMBRE 2012
L’ANTICO CASALE
Lasagna classica accompagnata da stufato di carni miste, fegatini e funghi porcini
L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.