📍Piazza Roma – Masterclass – Le Sbarbatelle: una storia partita da Asti e arrivata in tutta Italia – A cura di AIS Piemonte – Delegazione di Asti ➡️
Una masterclass dedicata alla storia de Le Sbarbatelle, il progetto nato ad Asti nel 2017 e diventato negli anni un vero e proprio movimento, fino alla costituzione dell’omonima associazione.
Dalle prime 15 giovani vignaiole coinvolte nell’edizione inaugurale, il progetto è cresciuto fino a riunire oggi circa 100 produttrici under 40 provenienti da tutta Italia, accomunate dalla passione per il vino, il territorio e il racconto di una nuova generazione di imprenditrici del settore.
A ripercorrere le tappe di questa storia saranno Paolo Poncino, Delegato AIS di Asti e ideatore dell’iniziativa, Isella Zanutto, organizzatrice e relatrice AIS, e Francesca Bava, Vicepresidente dell’Associazione Le Sbarbatelle.
La masterclass sarà anche l’occasione per degustare sei vini prodotti dalle Sbarbatelle, accompagnati da un’originale selezione di salumi e formaggi rari, italiani e internazionali, per sperimentare abbinamenti insoliti e sorprendenti.
Vini in degustazione
Alta Langa DOCG Pas Dosé “Espressione Noir” – Cocchi
Umbria Bianco IGT “Bismillah” – Tenuta Placidi
Langhe DOC Nas-cëtta del Comune di Novello 2024 – Valletti Roberta
Fiano di Avellino DOCG 2024 – Tenuta del Meriggio
Langhe Nebbiolo DOC 2025 – De Simone Winery
Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese DOC “Tiamat” 2024
Posti disponibili: 35
Quota di partecipazione: € 20
Prenota qui la tua Masterclass:
L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.