Eventi for 17 Settembre
📍Piazza San Secondo – Degustazioni di Vini Piemontesi – A cura di Piemonte Land of Wine ➡️
Una degustazione dedicata alla grande varietà dei vini piemontesi, espressione di territori, vitigni e tradizioni che hanno reso il Piemonte una delle regioni vinicole più conosciute e apprezzate al mondo.
📍Piazza San Secondo – Vini BIO da aziende aderenti ai Consorzi di Tutela e associate all’Associazione Produttori del Vino Biologico del Piemonte – A cura di Piemonte Land of Wine ➡️
Presso l’area Piemonte Land of Wine sarà possibile degustare al calice vini BIO prodotti da aziende che, in quanto aderenti ai rispettivi Consorzi di Tutela, sono presenti all’interno dello spazio.
📍Palazzo Alfieri – Degustazioni di Vini del Monferrato – A cura del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti ➡️
Una degustazione dedicata ai vini del Monferrato, espressione di un territorio ricco di storia, tradizioni e grande varietà enologica. Un percorso tra etichette e denominazioni diverse, guidato alla scoperta dei
📍Palazzo Ottolenghi – Degustazioni di Asti Spumante, Moscato d’Asti, Brachetto e Vermouth – A cura di Consorzio Tutela dell’Asti, Consorzio Tutela del Brachetto, Consorzio del Vermouth di Torino ➡️
Una degustazione dedicata ad alcune delle espressioni più rappresentative della tradizione enologica piemontese: Asti Spumante, Moscato d’Asti, Brachetto e Vermouth di Torino. Un’occasione per conoscere e apprezzare, calice dopo calice,
📍Piazza San Secondo – Germinale Monferrato Art Fest ➡️
La sede del Comune di Asti, originaria del XVI secolo e rinnovata in forme barocche da Benedetto Alfieri, accoglierà nell’atrio "Soltitan", una scultura in bronzo di Luigi Mainolfi, creando un
📍Piazza San Secondo – Enoteca della Douja ➡️
I vini di Piemonte Land da degustare e acquistare. Nell’area Piemonte Land della Douja d’Or è presente l’Enoteca della Douja, il punto di riferimento per scoprire e acquistare i vini
📍Piazza Roma – Degustazioni a cura dell’Enoteca Regionale Colline del Moscato d’Asti ➡️
Dal 14 al 20 settembre, Piazza Roma ospiterà, oltre alle attività in programma della Douja d’Or, anche la presenza dell’Enoteca Regionale Colline del Moscato d'Asti. Per l’occasione sarà proposta una
📍Palazzo Alfieri – Monferrato nello Shaker – A cura del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ➡️
Nicola Mancinone de “Il Confessionale Bar Catering” propone: Il nobile ribelle: Grignolino d’Asti DOC, Acquavite del Monferrato, Sciroppo di Amarena, Campari e Pepe Rosa Gentile Martini: Cortese dell’Alto Monferrato DOC,
📍Piazza Roma – Sulle Note della Barbera (…e non solo). Degustazione eno-gastronomica & musica – A cura di Asti Agricoltura ➡️
Degustazione eno-gastronomica “musicale” guidata, in collaborazione con l’associazione NOI DI COSTIGLIOLE, alcuni produttori gastronomici locali e MOS (Monferrato On Stage) Accompagnamento musicale SWING CAFE’: Beppe Rosso: chitarra solista; Igor Perniciaro:
L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.