Giunta alla 15a edizione la Rassegna “Piatti d’Autore” realizzata in collaborazione con l’Associazione Albergatori e Ristoratori Astigiani (Ascom Confcommercio) propone al suo affezionato pubblico un menu di gala ancora più ricco. I piatti – primo o secondi – creati da 10 ristoranti d’eccellenza sono abbinati alla Barbera d’Asti offerta dal Consorzio Tutela Vini d’Asti e del Monferrato. A seguire viene proposto anche quest’anno un dolce d’autore ideato per l’occasione dai pasticceri di Confartigianato che ogni sera si esibiranno nella loro arte davanti al pubblico, con un vero e proprio show cooking. Il dolce, accompagnato da altre delicatessen realizzate in diretta, sarà servito con un calice di Asti Docg offerto dal Consorzio di Tutela. Per chiudere un assaggio di grappa dell’Istituto Grappa Piemonte.
Prezzo promozionale: 16 euro. L’area ristorazione dispone di 160 posti (tavoli da 8 coperti) e sono previsti 3 turni di servizio: alle 19.30, alle 21.00 ed alle 22.30

PRENOTAZIONE E VENDITA ONLINE
Dal 27 luglio al 20 settembre. A partire dal 27 luglio 2015 è attivo il sistema di vendita online. Il diritto di prevendita è di € 1,00. La prenotazione è valida per 24 h. Oltre questo tempo decade. Fino al 25 agosto è possibile acquistare solo tramite internet con carta di credito (anche prepagata). Acquistando online riceverete sulla casella di posta elettronica indicata la fattura da presentare al personale di sala. E’ facoltà del cliente stampare 2 copie del documento.
APERTURA CASSE
Dal 26 agosto al 20 settembre. I posti invenduti tramite la piattaforma online verranno messi in vendita con apertura di cassa fisica che verrà attivata dal 26 agosto. Orari casse: Astiturismo – ATL, Piazza Alfieri 34: dal 26 agosto al 20 settembre, da lunedì a venerdì 10/12.30 – 15/17.30. Presso la Douja d’Or – Enofila in corso Felice Cavallotti: tutte le sere dal 11 settembre al 20 settembre: 18.30/22.30.
Acquistando alla cassa verranno consegnate due copie della fattura: una copia è da presentare al personale di sala, la seconda da trattenere. Per la fatturazione è necessario comunicare il codice fiscale o partita Iva all’operatore in cassa. Per motivi legati alle disposizioni di legge, saranno accettati pagamenti in contanti solo per importi inferiori ai € 100,00.
Telefono solo per informazioni (non potranno essere accolte prenotazioni via telefono per evitare sovrapposizioni con le prenotazioni online) attivo dal 26 agosto dalle 10.30 alle 12.00 – dalle 15.30 alle 17.00 – +39 334 7093550
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11 settembre 2015
Ristorante Il Cascinale Nuovo
Cubo di fassone piemontese, ratatouille di verdure, capperi e acciughe
Pasticceria Scagline
Tegolino al cacao e albicocca con salsa di cioccolato e pere al vino
12 settembre 2015
Ristorante Bandini
Cotechino di Cornapò subric di Patate, crema robiola e Tartufo Nero
Pasticceria Al mangia e bevi
Crikcrok con crema gelata alla nocciola, rosmarino caramellato e cremino piemonte
13 settembre 2015
Ristorante La Raviola Galante
Antica tartrà con finanziera rustica e crostoni di polenta
Pasticceria Al mangia e bevi
Bunet della tradizione con pizzicati all’arancia candita
14 settembre 2015
Ristorante Il Podestà
Antico Brasato di reale di Vitello piemontese alla Barbera d’Asti con polentina di Grano saraceno
Pasticceria Dolce & Salato
Profiteroles al cioccolato
15 settembre 2015
Ristorante Il Bagatto
Filetto di Maialino lardellato alla grappa con Ratatuja
Pasticceria Dolce & Salato
Profiteroles al cioccolato
16 settembre 2015
Ristorante San Marco
Agnolottini dal Plin alla monferrina con bocconcini di Vitella Fassona stufati alla Barbera d’Asti
Pasticceria Scagline
Gran bijoux chantilly con ristretto di lamponi
17 settembre 2015
Ristorante Ca’ Vittoria
Guanciale di Fassona Piemontese cotto nella Barbera d’Asti e servito su una Vellutata di Patate
Pasticceria Vincenzo Barbero
Spuma al Moscato d’Asti docg con cuore di albicocca e mandorle caramellate; in collaborazione con Consorzio per la Tutela dell’Asti
18 settembre 2015
Ristorante La Braja
Gallina bionda di Villanova con Maltagliati, Fonduta e Tartufi Neri
Pasticceria Al mangia e bevi
Tortino al “Seiras”, uvetta e geleè al limone
19 settembre 2015
Ristorante La Grotta
Risotto alle Quaglie all’antica tradizione del ristorante la Grotta
Pasticceria Vincenzo Barbero
Tortino di frolla alle nocciole con la farciutra delle classiche peche ripiene alla piemontese
20 settembre 2015
Laura’s Restaurant
Coscia di Tacchino ripiena con Bra tenero e Spinaci su crema di Piselli e crema di Peperoni accompagnata da Ravioli di Patate con Ricotta di Pecora aromatizzata alle Erbe di campo
Pasticceria Scagline
Cestino al gianduia e nocciola
L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.