Presentato il programma della Douja D’Or 2015
presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Asti
Asti, 31 agosto 2015
“La Douja d’Or è una storia delle eccellenze del territorio e dell’Italia intera” ha detto Erminio Renato Goria, Presidente della Camera di Commercio di Asti dopo aver ringraziato tutti coloro che lo hanno preceduto alla Presidenza e tutte le persone che contribuiscono fattivamente al successo dell’evento annuale più atteso nel mondo del vino. 549 premiati che riceveranno il bollino del Ministero per attestare il superamento delle selezioni degli assaggiatori ONAV.
Ma lo sguardo di Goria è rivolto già all’internazionale: “ Siamo in un momento importante, nell’era della globalizzazione dove l’impresa, la produzione l’economia in genere si confrontano con il mondo” e poi una piccola serie di dati positivi che attestano la crescita del settore EXPORT Bevande. Settantotto i milioni (dati ISTAT) del comparto prodotti alimentari e bevande che fattura il territorio direttamente con l’estero e 87 i milioni per macchinari e attrezzature della filiera del vino.
“Dirci bravi in casa è bello e comodo ma non basta. Lavoriamo insieme responsabilmente perché l’economia va sostenuta con analisi, proposte e volontà di tutti i Consiglieri” e l’appello di Goria è stato accolto anche dalle diverse istituzioni presenti in Sala con in testa il Sindaco della Città che ha colto l’occasione per annunciare la prossima apertura del Museo del Palio.
La Regione Piemonte metterà a disposizione per il settembre astigiano numerosi treni speciali e il 12 ci sarà anche una Douja D’or Golf Cup al Campo Città di Asti. Armosino della ATL ha sottolineato l’opportunità di tour guidati in città con aperitivi nei locali più tipici al prezzo convenzionale di 5 euro.
Tanti gli interventi in una conferenza Stampa che ha dato la parola ai protagonisti: Don Egidio Deiana per il collegamento in diretta che ci sarà con le missioni salesiane impegnate in progetti agricoli oltre Oceano, il giornalista Sergio Miravalle che insieme a Ornella Franco promuoverà brindisi correlati a iniziative sociali e presto leggeremo la storia delle cantine sociali.
Tutte iniziative che avranno luogo grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e della Banca.
E poi ancora degustazioni guidate dall’Onav e presentate da Michele Alessandria. Iniziative del Consorzio Barbera con Mobrici che si è dichiarato attento e disponibile a sviluppi sempre più collaborativi e poi ancora il progetto sui vini aromatizzati dell’Unione Industriali presentato da Paola Malabaila. E per finire… piatti d’autore rappresentati dal Presidente Mogliotti dell’Associazione Albergatori, Ristoratori e ottimi dolci della Confartigianato.
Non mancheranno momenti professionalizzanti il territorio Unesco con i professori Rosso e De Vecchi per raccontare un lavoro efficace con studenti e best practice del Monferrato.
Tantissimi gli spunti per soggiornare un po’ in quel di Asti che si appresta a preparare il più grande ristorante a cielo aperto con il contributo di 45 pro loco che offrono un menù di oltre 80 piatti.
“Desideriamo fare sapere al mondo anche all’EXPO di Milano, ci andremo il 10 settembre prossimo, che siamo un territorio in fermento continuo e pronto ad accogliere i produttori italiani per un successo internazionale.” Così chiude Goria neo Presidente della Camera che si appresta a vivere la sua Douja D’Or già orientata al prossimo 50° compleanno del suo Salone Espositivo.
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L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.