I vini premiati saranno in degustazione ad Asti dall’8 al 17 settembre
Terminate le degustazioni dei campioni di vino presentati alla 45a edizione del Concorso enologico nazionale “Premio Douja d’Or”, promosso dalla Camera di Commercio di Asti tramite la sua Azienda speciale, in collaborazione con l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, prendono il via le selezioni per l’assegnazione degli ambiti Oscar della Douja.
Il 20 e 21 giugno prossimi i vini che hanno superato la prima fase e hanno ottenuto il premio Douja d’Or saranno sottoposti ad una ulteriore selezione per l’assegnazione degli Oscar. Il riconoscimento sarà assegnato ai vini che hanno riportato, nelle varie fasi di degustazione, valutazioni superiori ai 90/100.
Lo scorso anno dei 354 vini ammessi al Premio Douja d’Or soltanto 24 hanno ottenuto l’ambito Oscar. Ben otto sono andati a vini piemontesi a conferma del grande valore che il Piemonte assume nel panorama vinicolo nazionale. I restanti 16 Oscar sono stati assegnati a vini provenienti da diverse regioni d’Italia: dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, dalla Liguria al Veneto, dall’Alto Adige alla Campania. Una gamma di vini di altissima qualità provenienti da prestigiose cantine, ciascuno con sapori, aromi e colori unici per soddisfare le esigenze più diverse.
“Anche quest’anno – dichiara soddisfatto il Presidente della Camera di Commercio di Asti, Erminio Goria – le selezioni hanno impegnato oltre 50 assaggiatori professionisti che con competenza, esperienza e passione hanno espresso le loro valutazioni su una rappresentanza delle produzioni vinicole di eccellenza di tutto il territorio italiano. I risultati di questo attento e complesso lavoro ci permetteranno di allestire a settembre un ricco e interessante Salone per tutti gli appassionati del mondo del vino. Voglio inoltre ricordare che i vini premiati al Concorso saranno inseriti di diritto nella guida on-line Prosit, guida “perenne” dei vini d’Italia realizzata dall’ONAV: un ulteriore riconoscimento, anche in termini di visibilità e promozione, alle imprese che lavorano per la qualità e che credono nelle potenzialità del nostro Concorso Enologico Nazionale “Douja d’Or”.
Tutti i vini premiati si potranno degustare ed acquistare durante il 51° Salone nazionale Douja d’Or, in programma dall’8 al 17 settembre ad Asti, nella prestigiosa sede di palazzo Ottolenghi.
L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.