Lo ha ospitato l’Azienda speciale della Camera di Commercio di Asti
Giovedì scorso, l’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Asti ha ospitato il meeting annuale che viene organizzato a livello europeo dagli Organismi notificati dell’Unione (NoBoMet).
L’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Asti, che è Organismo Notificato con il n. 2081, è partner di questo raggruppamento di organismi riconosciuti dalla Commissione Europea e dagli Enti Internazionali di Metrologia Legale.
Per la prima volta in Italia, il meeting è stato ospitato ad Asti. Soddisfazione espressa dal Presidente Renato Goria: “abbiamo organizzato e ospitato questo convegno internazionale che, oltre a dare visibilità alla città e permettere a tutti i partecipanti di proporre il proprio punto di vista anche in ambito comunitario, definendo così le “best practices” nell’operatività, conferma il grande riconoscimento europeo rivolto alla nostra Azienda Speciale quale Organismo Notificato. La città in festa con la Douja d’Or e le tante iniziative in corso è stata apprezzata moltissimo da tutti i partecipanti”.
Il convegno, che è stato aperto dal dott. Antonio Insola, Direttore dell’Area Certificazione e Controlli dell’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Asti ha visto la partecipazione di una ventina di Organismi Notificati europei.
Il dott. Lucio Zotti, Responsabile dell’Organismo Notificato, ha svolto un’importante relazione sulla standardizzazione delle attività conducendo poi gli ospiti a visitare il Laboratorio accreditato astigiano, che è leader in Italia per i contatori d’acqua.
Ma scopriamo un poco più nel dettaglio che cosa sia e che cosa faccia un Organismo Notificato. Non è altro che un Organismo di certificazione autorizzato dall’Autorità Governativa Nazionale e notificato alla Commissione Europea, per attuare i compiti legati all’applicazione delle direttive europee di conformità di prodotti e servizi. Il compito assegnato agli Organismi Notificati è proprio quello di valutare la conformità di prodotti e servizi alle condizioni fissate dalle Direttive Europee.
Ogni Organismo Notificato ha alcune specifiche specializzazioni; ad esempio, l’Azienda speciale della Camera di Commercio di Asti opera sui contatori d’acqua, sui liquidi diversi dall’acqua, e sugli strumenti di pesatura automatici (AWI) e strumenti di pesatura non automatici ( NAWI).
L’Ossolano è la principale espressione casearia dell’estremo nord del Piemonte, prodotto dal latte di vacche nate, allevate e nutrite esclusivamente nelle valli di Anzasca, Antrona, Divedro-Antigorio-Formazza, Isorno e nella Valle Vigezzo, entità geografiche che si aprono nella Val d’Ossola.
Il formaggio “Toma Piemontese”, formaggio prodotto esclusivamente con latte di vacca, ha origini che risalgono all’epoca romana, ma solamente documenti dell’anno mille riportano citazioni che lo identificano precisamente, figurando soprattutto nei “pastus” distribuiti ai poveri o ai lavoratori subalterni, tanto da convalidare l’ipotesi di un suo uso, almeno in questi periodi iniziali, caratteristico dei ceti popolari; pare infatti andassero per la maggiore formaggi particolarmente piccanti e detti “formaggi dei poveri”.
Il Salame Piemonte ha forma cilindrica, o incurvata per le pezzature più piccole, è compatto e di consistenza morbida che deriva dalla breve stagionatura. La fetta si presenta compatta e omogenea di colore rosso rubino. Il profumo è delicato di carne matura stagionata, di vino e di aglio. In particolare, l’aggiunta del vino derivante da uve Barbera, Dolcetto e Nebbiolo conferisce al prodotto un terroir unico e particolare.
La Robiola di Roccaverano, è un formaggio fresco sottoposto a maturazione, o affinato e per la sua produzione si adopera latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca, proveniente esclusivamente dall’area di produzione. Le origini risalgono ai Celti che producevano un formaggio simile al prodotto attuale. Con l’avvento dei Romani il formaggio assunse il nome di “rubeola”. Ma l’importanza della “Robiola” venne evidenziata in un manoscritto del 1899, fra le notizie storiche di interesse politico: nel Comune di Roccaverano venivano tenute cinque fiere annue, durante le quali si vendevano per l’esportazione “eccellenti formaggi di Robiole”. L’alimentazione degli ovi-caprini e delle vacche è ottenuta anche dal pascolamento degli animali e dall’utilizzo di foraggi verdi e/o conservati che si ottengono dai prati e prati-pascoli ricchi di numerose piante aromatiche ed officinali. Sono proprio queste specie spontanee di erbe officinali o comunque capaci di avere qualità particolari che costituiscono un alimento di alta qualità per gli allevamenti ovini e caprini, nonché per il bestiame bovino e che con i vari profumi ed aromi fanno assumere alla “Robiola di Roccaverano” una fragranza che lo distingue da ogni altro formaggio.
Il formaggio “Raschera”, formaggio prodotto da latte vaccino, con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Lago Rascherà, nell’area prospiciente la zona del Monregalese, da cui si è diffusa la produzione del formaggio che ha conservato le caratteristiche originarie, legate ad una tecnica consolidata.
La «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto in guscio, sgusciato o semilavorato della varietà di nocciolo «Tonda Gentile Trilobata » ed ha sapore finissimo e persistente e polpa croccante.
Il formaggio “Murazzano”, formaggio di latte ovino, che può essere integrato con latte vaccino, è storicamente presente nella provincia di Cuneo e richiama il nome del Comune di Murazzano che ne è il centro maggiore di produzione.

Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.