Le origini del Festival


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Il Festival delle Sagre prende vita nel 1974 sulle ali della pura improvvisazione, da un’idea di Giovanni Borello, allora Presidente della Camera di Commercio, nell’ambito della Douja d’Or, con l’intento di conferire a quello che era essenzialmente un concorso enologico, un momento festoso di schietta allegria.

Fu in particolare l’aspetto gastronomico della sagra, la festa del paese, che sollecitò la fantasia degli organizzatori: riuscire a riunire in un giorno le più genuine specialità della cucina campagnola e proporle ai cittadini perchè riscoprissero, attraverso quei sapori resuscitati, un folklore da non dimenticare.

Il Festival era nato ed il successo non tardò ad arrivare. Si avvertì allora l’esigenza di dare anche un contenuto culturale ed una precisa identità. Si pensò decisamente di esaltare, in ogni possibile aspetto, i valori di una civiltà che si andava ingiustamente sottovalutando e di cui gli astigiani erano figli: la civiltà contadina che, complice il boom industriale, stava vivendo un momento difficile e si stava estinguendo con la conseguente perdita di tradizioni, usi e costumi assolutamente da preservare. Gli inizi furono tormentati e difficili, ma le idee degli organizzatori erano chiare e ben precise nella loro linearità e finirono per affermarsi. Fu così che, dopo quattro anni, venne istituita la sfilata che si svolge ancora oggi nella mattinata della domenica.

Festival delle Sagre 2013

Nel 1988 il Festival lasciò Piazza Alfieri per approdare nella più comoda e spaziosa Piazza Campo del Palio, in cui fu possibile provare l’esperimento dell’anteprima del sabato sera. Inizialmente furono 12 le pro-loco partecipanti, l’anno dopo 24 ed il terzo anno tutti gli stand del villaggio gastronomico aprirono i battenti già al sabato sera, visto il grande successo.

Dall’edizione del 2000 si è cominciato a dare un segnale ecologico sperimentando l’utilizzo di piatti di ceramica per abolire la plastica dalla piazza. Il vero successo in questo senso si raggiunge con l’edizione 2001 in cui si utilizzeranno esclusivamente piatti di carta, posate di legno e bicchieri di vetro oltre ai piatti di ceramica che saranno utilizzati dalle tre pro-loco che avevano già aderito all’esperimento dell’anno precedente.

Ad ogni edizione la primitiva diffidenza si tramutava in comprensione, in collaborazione ed in condivisione degli obiettivi. Si può veramente affermare che anno dopo anno, con pazienza e fermezza, si è aggiunto sempre un nuovo tassello alla coreografia di una festa che ha conquistato il cuore delle migliaia di persone che giungono puntuali all’appuntamento di settembre, magari portandosi dietro qualche amico. Così la cerchia si allarga e ad Asti per il Festival delle Sagre si vedono sempre più auto con targhe di altre regioni e paesi e per le strade si sentono parlate con cadenze di molti dialetti ed idiomi.

Per rendere la manifestazione sempre più palpitante ed interessante, nel 1978 si pensò di istituire, nell’ambito del Festival stesso, un Trofeo (e successivamente nel 1992 un Super Trofeo) che ponesse in contesa fra loro le numerose pro-loco partecipanti, facendo leva, in senso sportivo e leale, sul campanilismo acceso che da sempre divide i vari paesi, allo scopo di designare la pro-loco dell’anno, la pro-loco cioè migliore, più degna di rappresentare Asti e la sua cultura enogastronomica e folkloristica. Le pro-loco che animano il Festival sono così chiamate, sotto l’imparziale giudizio di accreditate commissioni di esperti, a cimentarsi in cinque prove: la sfilata, l’allestimento dello stand, la cucina, l’accuratezza del servizio ed il rapporto fra il prezzo, la quantità e la qualità del prodotto gastronomico offerto, contribuendo, per tal via, a saldare efficacemente i due momenti fondemantali della singolare kermesse: quello dello spettacolo, della ricerca e della proposta culturale, con quello rivolto alla tutela del numerosissimo pubblico che vi accorre sempre più partecipe ed esigente.

Dall’edizione del 2004 il villaggio del Festival delle Sagre si estende a tutta piazza del Campo, offrendo maggiori spazi e comodità alle migliaia di visitatori partecipanti.